Senza fretta
Non c’è destino più sacro che essere presente in questo istante che respira. Tu sai che non è gridando al sole che il frutto matura, né il fiore si apre per l’ansia dello stelo, tanto meno la notte si accorcia per la paura del mistero… Non esiste fretta né urgenza nel frutto, nel fiore, nella notte… Se imparassimo a non avere fretta, scopriremmo che siamo già a casa. E che non è necessario alimentare l’urgenza con la convinzione di valere di più quando siamo qualcosa di compiuto. Se imparassimo a camminare accanto al tempo, non lo misureremmo più in traguardi o arrivi, né gli chiederemmo risposte immediate. Cammineremmo al suo fianco come si cammina con un vecchio amico, nella pausa, nella gratitudine, nell’ascolto. E in quella resa dolce germogliano verità profonde che fioriscono solo su un terreno sereno. L’eterno non arriva per pressione, ma per presenza.